Allontanarsi provoca necessariamente dei traumi. Mancare per mesi interi di scrivere in questo blog, mi provoca ora imbarazzo, al momento in cui ritorno a farlo. Forse si potrebbe riprendere lì da dove si è lasciato, sottacendo tutta l’assenza precedente, ma questo lascerebbe troppe domande senza risposta e renderebbe impossibile capire che non si torna indietro nè per nostalgia nè per necessità, ma per la voglia di raccontare un’altra storia che, in qualche modo, nasce là dove la precedente si chiudeva.
Oggi non è più la Ninfa ad interessare il mio cuore e le mie storie amorose, pur avendo per me stesso la medesima importanza, non sono la chiave con cui mi guardo intorno.
I compagni che ho conosciuto durante la precedente cerca sono diventati fratelli per la vita, eppure la mia natura mi ha spinto lontano da loro. Se mi interrogo sul desiderio che ha sotteso questa scelta l’unica risposta che trovo è intraprendere una cerca: solo quando questa sarà finita potrò sapere dove mi avrebbe condotto.
Come in un perverso contrappasso, oggi parto come ieri la Ninfa partì da me (se poi non era solo una scusa, per lei): non perchè non stia bene qui, ma perchè mi serve andare per conoscermi a fondo. Dunque parto. E non solo dagli amici, ma forse dal lavoro e forse dalla mia casa.
Parto dalle mie sicurezze.