
Alle volte si fallisce una prova. Alle volte la prova è qualcosa di fisico ben piantanta sulla strada che vorremmo percorrere e fallirla vuol dire dover cambiare strada; questo è grave quando si cammina sul sentiero d’argento perchè significa abbandonarlo. Alle volte la prova è un obbiettivo da raggiungere e fallire significa solo non avere ciò che si desiderava… in questo caso resta solo da capire perchè le forze non erano sufficienti ma alle volte sopportarne l’onta è un peso tutt’altro che lieve. Naturalmente tutta la realtà capita in mezzo a questi due semplicistici casi, prendendo a iosa da uno e dall’altro. Questa è la storia dell’ultimo viaggio del Satiro.
Nuovamente il Satiro cerca fra le mille ed una notte, nuovamente il Satiro torna a visitare il deserto, per la prima volta il Satiro s’appressa all’Africa.
La destinazione del viaggio sembra semplicisticamente turistica, eppure l’apparenza inganna… Perchè il Marocco, come Amsterdam, è il Paese dei Balocchi. Ovviamente sono presenti signorine disponibili ed altrettanto ovviamente il Satiro spende del tempo a corteggiarne una dalla pelle candida e dai baci carichi di una tenerezza che troppo spesso non le era chiesta. Ovviamente la similitudine fra i due paesi dei balocchi non si conclude con questo primo esempio.
Durante lunghe passeggiate nel Suk di Marrakesh il Satiro trova il bazar che cercava, pieno di tutto, con un retro perfetto per studiare ed apprezzare la mercanzia, fumare, sorseggiare the… perfetto, insomma, per trattare affari da arabo. Questo genere di affari prende molto tempo, tanto che per concludere il primo, il Satiro torna nello stesso posto tre volte, propone un secondo affare, prende appuntamento per incontrare un Dottore, passa la notte della viglia in allegra compagnia e, non plus ultra, trova nel mercante, Muassif, la sua guida per il resto del viaggio.
L’altra faccia della città, quella opposta alla vita pubblica, è rappresentata dal Riad dove il Satiro alloggia; non solo il riad ma l’intero complesso di viuzze, con tanto di moschea e cinta murarie: una sola porta permette di entrare nella microcittà. L’intera famiglia allargata accoglie lui ed il suo compagno di viaggio: un uomo di mezza età proprio all’inizio dei vicoli tutto guarda e controlla, un anziano signore, il capofamiglia, lavora in un negozio appartato, le donne, trattate dal Satiro con reverenziale indifferenza, impegnate nei lavori di casa, i bambini gironzolano, vanno a scuola; alcuni giovani, dal basso profilo ma dall’apparenza vagamente pericolosa, separano la zona commerciale da quella dove le loro famiglie dimorano.
Fra tutti il Satiro conosce Alì che in qualche modo sarà il suo personale servitore, quasi il genio della lampada, umile, fedele, ed impeccabile; discreto nel chiacchierare, ineccepibbile nel soddisfare le richieste… concedere al Satiro i suoi servigi è stato, per quest’ultimo, un Onore.
[...] Marrakesh Express – parte 1 – [...]