Per affrontare un nuovo viaggio, occorrono nuovi compari: ecco che all’orizzonte del Satiro compaiono i clown Cucusettete; colorati e festanti maneggiano la magia in maniera così spontanea da incantare spesso anche il Satiro. In men che non si dica il Satiro gli si presenta con il suo nome fatato e viene assoldato alla loro causa.
I Cucusettete sono corrieri… Cosa o Chi portino, non è dato sapere a terzi, conoscere il Dove è sufficiente perchè un brivido corra lungo la schiena: ogni giorno, che piova o sia bel tempo, due o più di loro, visitano i reparti pediatrici dell’ospedale. Ieri era la prima volta del Satiro.
Sono spesso temibili ed orrende le Chimere le popolano gli ospedali, generate da incubi di malattie e sofferenze, da nostalgie e privazioni si cibano di ogni granello di speranza trovano: ne sottraggono a chiunque, siano essi ammalati o loro parenti, medici o infermieri, fin’anco ai cuochi agli inservienti o a chiunque passi di li per caso!
Il Satiro s’era scelto una bella compagna, tanto esperta quanto bella, poi aveva scelto con cura il suo abito, perchè lo protegesse dagli strali nemici: il suo abito magico aveva già visto tante città, aveva visto l’Asia e l’Africa, aveva girato in lungo e largo per l’Europa… alcuni lo avrebbero potuto scambiare per un semplice pigiama colorato!
Provano ad attacarmi, le Chimere! Spaventato chiudo gli occhi, metre la mia compagna mi difende rispondendo colpo su colpo; quando vedo le prime, a terra, sconfitte, prendo coraggio ed anch’io oso sferrare qualche colpo. I Cuccusettete, sono tutt’altro che sprovveduti e lì dove mi aspetterei agguati trovo invece amici intenti a vigilare…
Ci sono bimbi di tutte le età che aspettano l’arrivo dei pagliacci. Il Satiro, ancora troppo spaventato per andarsene in giro spavaldo, sembra quasi tenga per mano la gonnella della sua amica, la quale premurosamente si preoccupa tanto dei bimbi quanto del suo allievo: gioca coi primi, introduce il secondo.
Saranno i guardiani alle porte, o le visite giornaliere dei Clown, o i disegni suoi muri e sul soffitto; sarà che i bambini, anche quando sono un po’ rotti difficilmente perdono la voglia di giocare, ma qui di Chimere poderose non se ne vedono: basta un cappello ed un cerchio per far ridere un biondo marmocchio.
Ci sono bambini veramente piccoli che solo possono distinguere la mamma (e forse il papà) dal resto del mondo. Alcuni si incantano a guardare cose colorate, altri stanno belli cicciotti: le mamme sono piuttosto orgogliose di mostrarli; così mentre la sua amica è intenta a giocare con un Marcantonio in miniatura, il Satiro s’accorge d’una bimba che sbircia attraverso la porta le due figure colorate. E’ la prima femminuccia che il Satiro incontra e… non può resistere
Siamo presto findanzati, anche se l’anello che ho per lei è un tantino troppo grande: forse potrebbe usarlo come HulaHoop! Le mostro il criceto che ho al posto della mano destra, Uncino ha uncino, io un castoro… Avevo detto scoiattolo? Vabbè, si traveste! Ed ancora trasformo un fazzoletto in una stellina. Lei ride, o meglio sorride, mentre si domanda come sia potuta succedere questa cosa strana innanzi ai suoi occhi. Vorrei farle vedere la Magia, ma l’attimo mi sfugge: ciononostante è il mio primo duello quello che ho appena vinto.
Gli occhi della mamma esprimono sollievo ‘chè “ci voleva proprio una bella rista dopo due giorni così bui” e rivolta alla bambina le insegna:
Vedi che la magia esiste?!
Per essere la sua prima volta, il Satiro può tornare a casa soddisfatto.